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La Storia

Il documento più remoto rintracciato su Rocca Civalieri all'Archivio di Stato di Alessandria risale all'11 ottobre 1322, quando un gruppo di contadini proprietari, si ritrovò a Felizzano nello studio di un notaio per dar vita ad un consorzio e portare a compimento i lavori di edificazione e fortificazione del "Castrum de Rocha Sparavera", destinando il fabbricato e i terreni a tenuta agricola.

Questo stesso scritto conferma che il fortilizio esistesse almeno dal XII secolo. Rocca Sparavera era un territorio autonomo e disgiunto dai comuni confinanti: Cerro, Masio, Quattordio e Felizzano. Solo sul finire del XVIII secolo il governo Sabaudo intraprese un riassetto amministrativo e catastale e assegnò i Tenimenti di Rocca Sparavera al Comune di Quattordio.

Presumibilmente, un tempo, il complesso era racchiuso da una cinta o da una palizzata. Le invasioni barbariche prima e i conflitti tra Guelfi e Ghibellini poi, avevano progressivamente costretto la popolazione di questa zona a dedicarsi al lavoro dei campi soltanto nelle vicinanze di un maniero in cui ripararsi in caso di pericolo.

Alle soglie del '500 Rocca Sparavera passò ai milanesi De Casati; Quattordio rientrava nel territorio di Alessandria ed era parte del Ducato di Milano, che nel periodo dei Visconti e degli Sforza era la più importante e vasta signoria italiana, a parte il Regno di Napoli.
A un certo punto, Ludovico Sforza detto il Moro, sentendosi minacciato da altri Signori italiani, chiese protezione agli stranieri e così furono i Francesi e gli Spagnoli a disputarsi il possesso del Ducato di Milano ed a esserne di volta in volta i padroni.

Nel 1526 con Trattato di Madrid, Milano fu assegnata a Francesco II Sforza, figlio di Ludovico il Moro, ma, di fatto, sul Ducato esercitava il controllo assoluto Carlo V re di Spagna.
Fu Proprio Carlo V di Spagna a dare in moglie la Regina Cristierna di Oldenburg (1522-1590), al Duca di Milano Francesco II Sforza, un vedovo di quarant'anni di poca salute.
Il matrimonio fu celebrato per procura a Bruxelles: la sposa dodicenne arrivò nella città lombarda nel 1534 "tutta vestita d'oro, di una bellezza più divina che umana…" Cristierna era figlia della coppia reale di Danimarca: Cristierno II ed Elisabetta d'Asburgo, sorella prediletta dell'imperatore Carlo V.

Il Duca adorò Cristierna sin dal primo momento; il popolo imparò presto ad amare la Duchessa per la Sua bontà e i suoi modi semplici e gentili. Francesco II fu l'ultimo Duca di Milano, morì pochi mesi dopo l'incontro con la sposa. Il Ducato di Milano passò alle dirette dipendenze della Spagna che l'annesse, nominando un governatore.

In quegli anni Carlo V esercitò un'influenza diretta sui domini del Ducato di Milano e quindi anche sul feudo di Rocca Sparavera. Alla morte del Marito, Cristierna mantenne la Signoria sulla città di Tortona.
Nel 1541 Cristierna sposò Francesco I di Lorena e di Bar ed ebbe 3 figli.
Dopo pochi anni Francesco I morì e Cristierna Duchessa di Lorena e di Bar governò con il cognato e fu un personaggio di rilievo nell'Europa del tempo, tanto è vero che le donne del tempo presero a vestirsi come Lei, "à la Lorraine".

Nel 1577 Cristierna si ammalò gravemente, probabilmente a causa di una paralisi psicosomatica: guarì prodigiosamente dopo un pellegrinaggio al Santuario di Loreto. Decise quindi di stabilirsi a Tortona, feudo che per tanti anni aveva governato da lontano tramite un luogotenente che stava a Milano.
Duranti gli 11 anni che Cristierna trascorse a Tortona, i rapporti con gli altri potentati si assestarono e iniziò un periodo di benessere e pace. D'estate Cristierna si trasferiva in campagna, di solito a Montecastello nei pressi di Alessandria oppure a Rocca Sparvera, poco oltre il villaggio di Quattordio, nella dimora di campagna del Dottor Giovanni Giacomo Civalieri, suo Gran Cancelliere.

Fu proprio la Regina Cristierna a intercedere presso il cugino Filippo II re di Spagna, delle due Sicilie e Duca di Milano affinchè fossero concessi a Giovanni Giacomo Civalieri gli 8.000 Zecchini aurei che gli servivano per acquistare Rocca Sparavera e avviare i lavori necessari a trasformare il maniero in tenuta di campagna: la Rocca sorgeva su un lieve altipiano in piena campagna con, a sud, le cime verdi e morbide degli Appennini, a nord le vette aguzze delle Alpi e tutt'intorno colline e sentieri che si snodavano tra i piccoli cascinali e villaggi sparsi.

Il Civalieri riuscì a comprare la Rocca dai fratelli De Casati nel 1582, la proclamazione di possesso vera e propria, con il conseguente cambio di nome da Rocca Sparavera a Rocca Civalieri, porta la data dell'anno successivo, il 1583.
Per rispettare il volere di Cristierna, Gian Giacomo Civalieri vincolò con una disposizione testamentaria i suoi figli maschi e i loro discendenti a mantenere la dimora tra i beni di famiglia in perpetuo, attraverso le generazioni. Infatti, solo dopo 295 anni, nel 1877, la tenuta, a causa dei difficili rapporti tra possidenti, affittuari e contadini, venne venduta.

Nel 1937 l'immobile è stato riconosciuto di particolare interesse storico ed artistico e sottoposto a vincoli da parte della Soprintendenza di Belle Arti.

Le opere di restauro conservativo sono iniziate nel 2005 e sono durate oltre 3 anni. L'importante ed accurata ristrutturazione, seguita dall'architetto Armando Baietto di Torino, ha sfruttato tutte le componenti dell'edificio originario ed ha dato vita all'elegante e suggestivo "Rocca Civalieri", una meravigliosa realizzazione dove il passato si mescola al moderno, il design valorizza i maestosi ed originari interni.

La Villa dispone di 29 camere, 6 sale per ricevimenti, convegni ed eventi diversi, un centro benessere, una piscina all'aperto ed un campo da tennis: un luogo privilegiato, immerso nel verde e nella storia secolare, dove trascorrere momenti di lavoro e di svago all'insegna del benessere e dell'armonia.

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